Imagery: gli occhi della mente, un esempio di applicazione

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tennis imagery

Riporterò qui i risultati dello studio scientifico di Koehn, Morris e Watt (2014) relativo ad un intervento di imagery su un gruppo di atleti di tennis, realizzato con l’ obiettivo di valutare l’efficacia di un intervento applicativo di imagery per incrementare lo stato di flow e migliorare la performance nelle competizioni.

Khoen ha distinto cinque funzioni di imagery:

– cognitivo-specifiche (CS),

– cognitivo-generali (CG),

– motivazionale-specifiche (MS),

– arousal motivazionale-generale (MGA)

– competenza motivazionale-generale  (MGM)

e le ha poste in relazione al flow, ed in particolare alle dimensioni:

–  equilibrio tra sfide e abilità,

– mete chiare,

– concentrazione,

– senso di controllo.

Le ipotesi sostengono che un intervento di imagery (che includa funzioni  CG, CS e MGM) faciliti l’esperienza, attraverso le dimensioni più rilevanti del flow, e migliori lo stato di flow e la performance in competizione (Hall, 2001).

Per conferire validità e affidabilità allo studio è stato utilizzato uno script standardizzato di intervento di imagery e la valutazione è avvenuta durante una competizione di tennis.

Le relazioni indagate in modo particolare sono state relativamente a:

– CS, per combinare aspetti del flow e performance tecniche;

– CG, per combinare aspetti del flow e performance tattica;

– MGM, per combinare aspetti del flow con sicurezza di sé e performance di successo.

L’intervento di imagery è durato 6 settimane, 3 volte a settimana, 10-15 minuti per ciascuna sessione. Le istruzioni per un uso indipendente dello script sono state:

1. immaginare vividamente come se si trovassero in quella situazione;

2.immaginare chiaramente e dettagliatamente come sarebbe stata la situazione e la performance;

3.il controllo delle immagini;

4.l’uso di tutti i sensi nelle immagini: visivo, tattile, olfattivo, uditorio, cinestesico.

Dopo l’intervento i partecipanti sono stati guidati in una sessione di imagery di 10-15 minuti per la preparazione alla competizione. Il post-intervento è durato fino a sei settimane dopo le quali i partecipanti sono stati sottoposti ad un’intervista di validità sociale per valutare le differenze in ciascuna esperienza dell’efficacia dell’intervento percepita nello stato di flow e nella performance. Alla fine è stato eseguito un debrief con i partecipanti.

Dai risultati è emerso un incremento di flow e performance a seguito dell’intervento di imagery cognitivo e motivazionale (Koehn, Morris & Watt, 2014).

imagery music

È emerso che obiettivi chiari e concentrazione sul compito sono implicati nel processo cognitivo, mentre l’esperienza autotelica è legata alla motivazione intrinseca sul compito (Koehn, Morris & Watt, 2014).

La connessione della parte di MGM con il flow sembra avere stabilito un effetto positivo e forte sull’equilibrio tra sfide e abilità e sul senso di controllo così da determinare un’esperienza positiva, specialmente in relazione alla percezione di sicurezza (Koehn, Morris & Watt, 2014).

Questo intervento di imagery mette in evidenza quanto sia importante per gli atleti arrivare alla competizione dopo aver eseguito un riscaldamento mentale.

Nella programmazione di un intervento di imagery è importante, inoltre, considerare le differenze individuali  affinchè l’effetto determinato risulti essere positivo.

Greta

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