Progetta la tua pre-performance routine

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Come nel video, vediamo spesso che, prima di una prestazione sportiva, molti atleti eseguono una sequenza di azioni sempre uguale in preparazione alla loro performance. Questa strategia cognitivo-comportamentale viene chiamata routine e, nello specifico, è una “sequenza di attività di pensieri e azioni pertinenti che un atleta si impegna svolgere in modo sistematico prima della sua prestazione di un’ abilità sport-specifica.” (Moran, 1996, P177).

Questa definizione mette in evidenza che una routine per essere tale ha bisogno di essere compito-specifica e sistematica.

Lo scopo di una routine pre-performance è di fornire:

  • La mentalità ottimale per ottenere il risultato desiderato
  • Aiutare le vie neuromuscolari
  • Aiutare nello sviluppo dello schema o mantenimento

(Adams, 1967; Schmidt, 1977; Cohn, 1990; Singer, 2000; Jackson & Baker, 2001; Cotterill et al, 2010; Cotterill, 2011)

Nella sua forma ottimale è uno strumento per consentire di raggiungere il miglior rendimento di una prestazione, attraverso una sequenza costante e familiare. Infatti, la routine aiuterà l’atleta ad entrare nella mentalità ottimale in risposta alle richieste situazionali e di compito. Al variare della situazione cambierà anche lo stato psicologico dell’atleta, quindi, attraverso la routine riuscirà a recuperare il suo stato psicologico ottimale per ottenere il risultato desiderato, focalizzando la sua attenzione sulle risorse per lui importanti ed escludendo i fattori distraenti dal suo focus attentivo.

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La routine è diversa dalla superstizione (o rituale), in quanto quest’ultima è la convinzione di un atleta che determinate azioni porteranno a certi risultati, spesso sotto forma di concatenamento all’indietro riferendosi ai successi passati. La differenza sostanziale è che le routine sono sotto il controllo dell’atleta, mentre i rituali (come la Haka dance degli All Blacks) non hanno alcuna influenza sugli eventi per cui non permettono all’atleta di esercitare nessun controllo sulla propria prestazione (Lahey, 1992; Moran, 2004).

 

La routine una volta stabilità, subirà delle modifiche nel corso del tempo in base all’evoluzione tecnica dell’abilità performante. Più l’abilità sarà stata assimilata e quindi automatizzata, più la routine verterà su una regolazione emotiva. Viceversa, quando un atleta è in fase di assimilazione dell’abilità sportiva, la routine allora dovrà riguardare la dimensione tecnica.

Come si fa, quindi, a stabilire una routine?

Rispetto alle azioni è consigliabile:

• eseguire azioni o comportamenti che introducono il vostro compito, per esempio, la ripetizione degli swing nel golf prima di mettere la palla in buca (Crews e Boutcher, 1986);

• utilizzare lo stesso numero di azioni o comportamenti prima di eseguire ogni abilità (Cohn, 1990).

Rispetto ai pensieri:

• Self- talk: è una competenza di comune utilizzato da atleti d’elite (Cotterill, 2011) che permette di parlare con se stessi e dirsi che cosa si ha intenzione di fare o sentire, per esempio “sono rilassato” , “sono tranquillo” in funzione dell’attività che si sta per svolgere. Devono essere messaggi positivi, rilevanti e brevi.

Imagery: immaginare l’abilità che si va ad eseguire dal proprio punto di vista, per esempio, immaginare la linea su cui la palla viaggerà per arrivare alla buca.

• Controllo del respiro che dovrebbe essere lento e ritmico.

• Infine, si dovrebbe ci si  dovrebbe concentrare sul sentire l’abilità, questo permetterà di non pensare troppo ai movimenti.

Ulteriori suggerimenti per definire la propria routine:

• Le routine sono molto individuali, deve essere quella che funziona per voi! (Cotterill, 2010; Singer, 2000).

• Non preoccupatevi della durata di una routine, è importante che sia il tempo giusto per voi (a meno che le regole non impongano diversamente), ma si dovrebbe rimanere coerente con la durata della propria routine (Mack, 2001).

• Assicurarsi che gli elementi di routine siano compito-specifici per l’abilità sportiva da eseguire (Moran, 1996).

• Essere flessibili con la routine nel corso del tempo, come la vostra abilità si sviluppa anche la vostra routine avrà bisogno di piccoli cambiamenti lungo il percorso (Fitts & Posner, 1967).

• Ci vorrà del tempo per stabilire una routine definitiva (Beauchamp et al, 1996).

• Può capitare di distrarsi durante la routine, a quel punto ci si ferma e si ricomincia da capo.

• Evitare di deviare dalla routine con l’aggiunta di un comportamento o azione in più perché questo si tradurrà in una riduzione delle prestazioni.

Greta

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